+++ Una storia che ha dell’incredibile! +++

Voglio raccontarti una cosa che mi è successa non molti giorni fa. Ero in studio che lavoravo, e ad un certo punto bussano alla porta. Era un tizio sui 50, un po’ schizzato, vestito con jeans e polo e aveva in mano il suo smartphone.

“Scusi, posso entrare?”

“Certo dico io, si accomodi pure” …

“Sa, ero alla ricerca di un rarissimo Pokemon e so che è proprio qui dentro. Le dispiace se lo acchiappo?”

“Ma si figuri, faccia pure. Guardi, può provare a vedere se è di là in sala riunioni. O magari in una delle altre stanze. Faccia pure come se fosse a casa sua. Posso farle preparare un caffè intanto?”

“Oh, ma grazie! Lei è gentilissimo…lo accetto volentieri.”

“Passano 5 minuti e lo strano personaggio torna, raggiante come un ragazzo l’ultimo giorno di scuola. L’ho preso, l’ho preso!”

“Bene, sono felice per lei. Prenda pure il suo caffè.”

Lui annuisce, e girando lentamente con il cucchiaino il suo caffè mi dice…”ma voi che fate qui? Di cosa vi occupate?”

Gli dico che ci occupiamo di advertising diretto, e spiego.

“Sa… non quelle pubblicità che fanno emozionare il committente ma poi non vendono nulla. L’advertising diretto ha un solo fondamento: FAR VENDERE PRODOTTI/SERVIZI all’azienda nostra cliente”

Lui rimane un attimo basito. Con lo sguardo fisso nel vuoto. Poi alza lo sguardo e con un filo di voce mi dice che la sua azienda ha appena investito in pubblicità molti soldi, e nulla è tornato indietro. ROI NEGATIVO.

“Ma lo spot era bellissimo! Pensi che abbiamo addirittura vinto un premio a Cannes!”

Poi mi chiede approfondimenti sulla nostra visione della pubblicità, ed io pazientemente gli racconto che anche io sono un “creativo pentito”, e che nel tempo ho imparato che il mondo della pubblicità è drogato da inutile creatività fine a sé stessa, che i pubblicitari hanno un solo scopo che è quello di mostrare al mondo i propri lavori, fregandosene di chi li paga, ed inoltre quasi nessuna agenzia ha al proprio interno gente che conosca Schwab, Hopkins, Reeves, Kennedy…

Sono tutti figli di un lungo periodo di depressione democristiana, in cui erano succubi di Caroselli e censure varie. E appena hanno potuto uscire dalla gabbia si sono scatenati, senza avere più in mente il fatto che NOI SIAMO VENDITORI, NON SIAMO ARTISTI.

Ad un certo punto lo strano interlocutore che aveva fatto irruzione in studio mi interrompe e mi dice che forse noi siamo la soluzione ai suoi problemi, che forse finalmente riuscirà ad ottenere risultati finanziari dalle sue pubblicità e mi invita a visitare il suo stabilimento di produzione presso una zona industriale e poi a pranzo all’Eur, a Roma. Ha uno studio bellissimo in una delle due torri grattacelo, un loft di 500 metri quadri in cui decine di persone lavorano a testa bassa su importanti progetti di architettura.

Rimango sempre più stupito di come un personaggio del genere, straricco, imprenditore di successo e con tutti quei dipendenti avesse potuto perdere tutto quel tempo dietro a Pokemon GO. Mi faccio coraggio e glielo chiedo. Chiedo lumi su questa sua strana passione. Tra il serio ed il faceto, con un sorrisetto beffardo mi confessa che avrebbe sempre voluto dedicarsi ad uno sport, ad una qualche attività fuori dell’ufficio nel quale si stava invecchiando, e che suo nipote gli aveva mostrato la app, che lo aveva rapito completamente.

Come dargli torto? Una persona super-impegnata che trova un passatempo che gli consente di trascorrere del tempo all’aria aperta non può e non deve essere biasimato.

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Torniamo a noi. Mi fa accomodare in una sala riunione con tavolo in cristallo e 36 sedie in pelle tutte intorno. La pareti a vetri mostra una Roma bellissima da lassù, al punto che sembra quasi ordinata, pulita efficiente. Davvero un panorama mozzafiato!

Parliamo di affari. Cosa potete fare per me? Entriamo nel dettaglio.

Quando faccio queste riunioni fiume, ho l’abitudine di portare con me il mio art-director. Lui è un creativo. Io sono votato al risultato, e il mix dei nostri pensieri generalmente genera una miscela irresistibile che fa ottenere ai miei clienti risultati molto sopra la media.

Interroghiamo il nostro interlocutore su quale fosse il suo core-business, sul target, sugli scenari di mercato, sui competitor, sulle precedenti campagne…prendiamo appunti…

Stabiliamo una cifra per redigere una consulenza con relativa strategia, lui accetta e paga subito. Passa una settimana, ed è pronto un dettagliatissimo dossier che spiega cosa fare, cosa NON fare, a chi rivolgersi, chi eliminare dal target, come focalizzarsi e soprattutto presentiamo uno storyboard per uno spot che di primo acchitto non lo coinvolge. “NON MI HA EMOZIONATO”. Annuisco. Rido. Gli ricordo la nostra prima chiacchierata dove gli dicevo che a noi non interessa fare “contento e coglionato (ops!)” il nostro cliente. A noi interessa che lui VENDA.

Entriamo quindi nel dettaglio. Gli evidenzio la REASON WHY. Metto in risalto la USP presente nel messaggio e lui, di nuovo come un ragazzino all’ultimo giorno di scuola si illumina. “Come ho fatto a non capire prima che stavo buttando i miei soldi? Se ripenso a quante belle, emozionanti, coinvolgenti pubblicità mi hanno messo sotto al naso ed io ho accettato…Dio mio quanto denaro ho sperperato!”.

Aforisma

Ora è uno dei miei migliori clienti. Dopo nemmeno 15 giorni dal momento in cui l’ho conosciuto, ha messo sul piatto della bilancia qualche centinaia di migliaia di euro per fargli finalmente fare il definitivo salto di qualità.

Adesso voglio ancora vedere se qualcuno avrà il coraggio di affermare che Pokemon GO non è una buona idea per il business. Adesso voglio proprio vedere se qualcuno là fuori dubiterà ancora delle potenzialità di affidarsi ai Pokestop vari ed eventuali. Pokemon è il futuro del business. C’ho le prove!

PS: devo ricordarmi due cose prima di andar a dormire la sera:

  • Non devo leggere post entusiastici su Pokemon GO scritti da bloggerini e fuffari vari
  • Non devo mangiare i peperoni

PPS: a parte la simpatica parodia sull’imprenditore di successo Pokemonaro, tutto il resto corrisponde a realtà. Esiste solo un modo che conosco di fare pubblicità. DIRECT ADVERTISING. Lontana dalla creatività fine a sé stessa. Siamo venditori. Non siamo artisti.

Se hai bisogno di cambiare la storia della tua azienda senza sperperare budget in inutili esercizi di stile creativi, ma facendo in modo che ogni euro che investi in pubblicità ti torni moltiplicato, allora c’è solo una cosa che puoi fare. Contattami ora!

PPPS: se vuoi sapere cosa penso davvero di Pokemon GO per il business leggi questo post!

Cosimo Errede

YO!